Il Veneto delle palafitte

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Un nuovo modo nuovo e autentico di scoprire e vivere il Veneto: palafitte e alloggi galleggianti su fiumi, laghi e alvei. Ne parliamo con l’Assessore turismo della Regione del Veneto, Federico Caner.

Palafitte in Veneto

Assessore Caner, ci spiega questa originale forma di ospitalità?
Lo avevamo annunciato che dopo le case sugli alberi e le botti, avremmo provveduto a disciplinare ulteriori forme di ospitalità nei nostri territori, arricchendo la varietà della nostra offerta con proposte originali, innovative, capaci di rispondere alla crescente domanda di turismo esperienziale, di chi cerca una vacanza, un viaggio che oltre all’evasione, alla scoperta, offra un soggiorno memorabile, insolito e suggestivo. In quest’ambito rientrano anche gli “alloggi galleggianti” (assicurati in modo permanente alla riva o all’alveo di fiumi e canali) e le “palafitte” (alloggi stabilmente su superfici acquee). Entrambi propongono soggiorni al di fuori di contesti urbanizzati, in strutture confortevoli, prevalentemente localizzate in ambienti di grande pregio naturale: saranno i Comuni a individuare, tenendo conto dei vincoli e delle norme di tutela esistenti, gli ambiti fluviali, lacuali o rivieraschi che meglio si prestano alla loro realizzazione.

Le “palafitte” a che periodo risalgono?
Era un modello di abitazione risalente alla storia più antica del Veneto, come ha attestato anche l’Unesco, che ha individuato nei Comuni di Peschiera sul Garda, Cerea ed Arquà Petrarca, tre dei centoundici Siti Palafitticoli dell’Arco Alpino, entrati a far parte della Lista Unesco.

Assessore, come sono state definite le deliberazioni?
Le modalità di apertura e di esercizio delle strutture ricettive “alloggi galleggianti” e “palafitte” devono essere conformi alla normativa regionale in materia di turismo per quanto riguarda la segnalazione certificata di inizio attività (Scia), per le informazioni su prezzi, orari e periodi di apertura. Potranno avere una capacità ricettiva non superiore a otto posti letto. I provvedimenti fissano gli spazi e i servizi minimi necessari per la classificazione in un unico livello, lasciando alla libera iniziativa dei titolari l’individuazione delle dotazioni e attrezzature, e dettano disposizioni attuative in materia di prescrizioni igienico-sanitarie, di sicurezza, edilizie, urbanistiche e paesaggistiche (anche in deroga agli strumenti urbanistici), necessarie per la realizzazione di entrambe le tipologie.

Lo ritiene un primato nazionale del Veneto questo progetto?
Queste forme di fruizione turistica del patrimonio territoriale e ambientale rappresentano un arricchimento della nostra offerta, e confermano certo il primato del Veneto per quanto concerne il turismo in termini di capacità innovativa e di creatività. Vogliamo accrescere la competitività dei nostri prodotti turistici e consentire a chi visita il Veneto di vivere un’esperienza coinvolgente, che permetta di conoscere l’essenza, le tradizioni, la cultura dei nostri territori.

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