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ALBUM MEDITERRANEO

Ouzo e costumi di Rodi

Ricordate il Colosso di Rodi, la gigantesca statua in bronzo annoverata fra le sette meraviglie del mondo? Opera dello scultore Carete di Lindos alta circa trenta metri, voluta dagli abitanti dell’isola per commemorare la loro vittoria contro Demetrio, rappresentava il dio Elio e andò perduta durante un terremoto tra il 227 e il 224 a.C. La rappresentazione più diffusa vuole il Colosso posto all’ingresso del porto della città, con il braccio destro alzato a sorreggere una torcia e le gambe divaricate per consentire il passaggio delle navi. Di lui ci rimangono oggi solo le numerose raffigurazioni in cartoline e souvenir di vario genere ma nell’“isola delle rose”, com’era chiamata Rodi nell’antichità, di meraviglie se ne contano ben più di sette.

Il nostro viaggio inizia nella Rodi antica, splendido esempio di cittadella fortificata in ottimo stato di conservazione, con porte lungo le mura e un imponente ingresso prospiciente il porto: Marina Gate. Io e la mia compagna di viaggio alloggiamo in una caratteristica abitazione della casbah, in un dedalo di vicoletti e archi dove non è raro perdersi, dalla vegetazione rigogliosa di palme, bouganville, banani e gerani – quelli del nostro giardino sembrano alberi! – e tanti, tantissimi gatti randagi perlopiù dal manto bianco a chiazze grigie tigrate, oppure “tartarugati”. Ogni casa ha il proprio muretto e ogni muretto il proprio inseparabile felino a tenere compagnia con concerti di miagolii soprattutto durante la notte. Discendendo la principale via Pithagora, raggiungiamo l’incantevole piazza Hippokratous dalla bella fontana centrale, circondata da bar e negozietti. A fatica riusciamo a proseguire la visita, distratte dall’incredibile quantità di gioiellerie che incontriamo lungo l’altra arteria principale, la via Sokratous.
Rodi vanta infatti un’antica e pregiata tradizione della manifattura dell’oro e dell’argento, che coniuga originalità e raffinatezza. Oltrepassato il girone delle tentazioni, proseguiamo il percorso e ci appare subito evidente come la città antica sia il risultato di secoli di incursioni e dominazioni eterogenee: Arabi, Veneziani, Cavalieri di Malta, Turchi e anche italiani. Scopriamo che il nucleo originario, comprese le mura di cinta, fu in gran parte edificato dai Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme agli inizi del XIV secolo.
Qui fra le costruzioni più interessanti spiccano l’Ospedale dei Cavalieri, l’ex residenza del Gran Maestro, la Torre dell’orologio (Roloi, visitabile) e il Bagno Turco (aperto solo il mattino). Ma anche resti archeologici di epoca bizantina, la moschea e i numerosi minareti, che testimoniano la suggestiva fusione di elementi architettonici occidentali e orientali, in grado di creare quella magia unica che nel 1988 convinse l’UNESCO a dichiarare la città medievale patrimonio dell’umanità.

Non possiamo fare a meno di distenderci e abbronzarci in una delle spiagge cittadine più rinomate, Elli Beach, chilometrica baia lambita da un mare cristallino e con una piattaforma in cemento nel mezzo dove giovani e meno giovani si esibiscono in tuffi carpiati e giravolte mozzafiato. Frequentata da gente locale ma perlopiù da turisti svedesi, norvegesi e danesi, io e la mia compagna di viaggio, dai tratti non proprio scandinavi, non riusciamo a sottrarci alla domanda di rito: “Italiane? Nell’estrema punta a Nord della spiaggia, e della stessa isola, scorgiamo l’acquario cittadino (Enidrio), fra i più belli del Mediterraneo, progettato e realizzato nel 1935 dall’architetto italiano Bernabiti.

Viaggiatrici lente, ci spostiamo per l’isola con il solo ausilio dell’autobus e delle nostre gambe, e a una decina di chilometri dalla città, in direzione Sud-Est, raggiungiamo la baia di Kalithea, con il centro termale costruito dagli italiani al tempo della loro occupazione. Oggi dismesse, le terme continuano a essere una meta frequentata dai turisti più esigenti, alla ricerca di pace e tranquillità, che trovano nell’ipnotico luogo dalle architetture arabeggianti, lambito dal soffio caldo del meltemi, un’atmosfera rétro. Una minuscola e incantevole baia circondata da ombrelloni in paglia e raffinati lettini immersi fra palme e agavi evoca infatti le suggestioni anni Trenta del Poirot di Delitto sotto il sole.
Proseguendo sul litorale Sud-Est per altri quindici minuti, merita una tappa la celebre baia che i rodesi dedicarono ad Anthony Quinn, interprete nel 1964 del film Zorba il Greco che tanta popolarità diede a questo splendido luogo. Una taverna con terrazza panoramica, tappezzata di foto dell’attore, ci permette di osservare dall’alto un suggestivo paesaggio marino coronato da una lussureggiante vegetazione di agavi, ibisco, cardo e passiflora, ciò che rende l’intera Rodi la meno greca tra le isole greche, aride e brulle. La baia di Anthony Quinn ci appare come un susseguirsi di appartate calette dove l’alternarsi del fondale sabbioso a quello roccioso forma piscine dalle acque del color della giada.

A una cinquantina di chilometri dalla città di Rodi, sempre in direzione Sud-Est sulla strada litoranea, visitiamo Lindos, tra i più importanti centri dell’isola. Borgo incantevole dalle casette bianche con tetti piani, le viuzze strette, le scalinate e i cortili lastricati di mosaici di sassi bianchi e neri, con motivi ripetuti di conchiglie e fiori, Lindos vanta una moltitudine di negozi di artigianato locale: dall’oro alla pelletteria, dagli abiti alle ceramiche. A strapiombo sul mare si erge la rocca con l’imponente acropoli dedicata ad Atena Lindia, con il tempio di Minerva, la nave di pietra scolpita nella rocca e le rovine risalenti al 1400 a.C. Si sta facendo tardi ma il tempo per un tuffo nelle fresche acque della spiaggia dedicata a san Paolo apostolo – Lindos fu la prima tappa del suo peregrinare – riusciamo a trovarlo.
La celebre valle delle farfalle, verdeggiante pianura nella parte nordoccidentale dell’isola ricca di corsi d’acqua e di laghetti naturali, si ricopre durante la stagione estiva di migliaia di farfalle policrome, tra cui la Callimorpha Quadripunctaria, che trasformano gli alberi in spettacolari fronde viventi e colorate.

Il nostro viaggio continua sulla costa occidentale, dove visitiamo i resti dell’antica città di Kamiros con la sua acropoli e, a una ventina di chilometri più a Sud, il monastero di Monolithos, arroccato su un colle e reso ancor più suggestivo dal contrasto tra il blu del mare e il verde della vegetazione circostante, degli ulivi e delle viti.
L’ouzo servito come aperitivo con acqua e ghiaccio e gustato con olive e stuzzichini, apprezzato come digestivo o dopo cena, puro o nelle varianti alla frutta (pesca, albicocca, fragola e lampone) e al caffè (imperdibile!), è la naturale conclusione di una giornata trafelata su e giù per l’isola. L’ouzo, il liquore all’anice tipico di Rodi, ricorda il francese Pernod ma anche qualche nostrana anisetta. Impossibile partire senza averlo assaggiato, altrettanto improbabile non portarlo come cadeau a parenti e amici. A onor del vero, va detto che gatti e farfalle non sono i soli animali che incontriamo a Rodi. Non allarmatevi se vi capiterà di imbattervi nell’aere in un “elicottero” non ben identificato di color marrone-rossastro e di 5-10 cm di lunghezza. Non è una delle sette meraviglie ma è senz’altro un esotico rappresentante della fauna locale. Il suo nome è Periplaneta Americana, innocua blatta volante che da qualche anno ha scelto il Mediterraneo e le sue bellissime città portuali quale habitat privilegiato. Nell’isola delle rose, è il caso di dirlo, arrivano visitatori anche da oltreoceano.

Gabriella Morandi

Info
In aereo
Con la OLYMPIC AIRLINES tutti i giorni: Roma Fiumicino – Atene; Milano Linate – Atene; Milano Malpensa – Atene
www.olympic-airlines.it - infomilano@olympic-airlines.it
Voli da Astypalea, Karpathos, Kassos, Kos, Leros e Rodi per l'aeroporto di Atene.
Voli interni sono effettuati dalle Compagnie Aeree Elleniche: AEGEAN CRONUS

In nave
Le partenze per la Grecia si effettuano dai seguenti porti italiani: VENEZIA: per Corfù-Igoumenitsa-Patrasso; TRIESTE: per Corfù-Igoumenitsa-Patrasso; ANCONA: per Corfù-Igoumenitsa -Patrasso; BARI: per Corfù-Igoumenitsa-Patrasso; BRINDISI: per Corfù-Igoumenitsa-Patrasso

In pullman
Roma-Atene (via Bari o Brindisi/Patrasso): Lagos Express Bus Line Prenotazioni a Roma
Torino-Ancona-Atene (via Patrasso)

Ente Nazionale Ellenico per il Turismo
Via Lupetta, 3 - 20122 MILANO
Tel. 02 860470 Tel. 02 8604.77 Fax 02 72022589

Ufficio Nazionale Turistico A Rodi
5, Archbishop Makarios & Papagou Sts., 851 00
Tel: 0241 23655, 23255, 27466
Fax: 26955, Telex: 292222

Vive da vent’anni nella casbah una coppia di italiani, Matteo e Rossana Nani. Lui fotografo, lei venditrice di oro, partirono dall’Italia nei primi anni Ottanta alla volta della Grecia con un sogno nel cassetto: realizzare un teatro navigante. Con altri soci acquistarono una barca, la Kallia, e la trasformarono in un vero e proprio teatro galleggiante, con una piattaforma esagonale per l’attracco, portando in giro per le isolette greche e turche un insolito spettacolo per grandi e piccini: il circo ecologico. La stravagante compagnia teatrale, chiamata Girovago e Rondella, proponeva una parodia del circo classico dove i cavalli si trasformavano in cavalieri, i leoni in domatori e i coccodrilli in incantatrici di serpenti, con l’ausilio di trampoli, motociclo e musica dal vivo. Ma il teatro galleggiante ebbe vita breve, Matteo e Rossana si stanziarono a Rodi, un altro socio pure si ritirò a vita sedentaria e la Kallia fu venduta. L’esperienza fu continuata dal “Girovago” Marco Grignani e dalla “Rondella” Federica Lacomba, che grazie alla nascita di Rugiada, Timoteo e Tommaso si trasformarono nel giro di pochi anni in una vera e propria famiglia di teatranti, oggi tra i pochissimi esempi di “family theater” in Italia. Per vederli non occorre andare fino a Rodi. Volete conoscere le date dei loro spettacoli? Visitate www.girovagoerondella.it.

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