A Venezia una retrospettiva su Willy Ronis

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La mostra, la più completa retrospettiva del grande fotografo francese in Italia, presenta 120 immagini vintage, tra cui una decina inedite dedicate a Venezia, e do- cumenti, libri e lettere mai esposti prima d’ora. Fino al 6 gennaio 2019 alla Casa dei Tre Oci alla Giudecca.

Willy Ronis, Les amoureux de la Bastille, Paris, 1957
Willy Ronis, Les amoureux de la Bastille, Paris, 1957

Di volta in volta reporter, fotografo industriale e illustratore, Willy Ronis è un personaggio che ha segnato la fotografia francese del xx secolo. Per otto decenni, dagli anni Trenta ai Duemila, ha puntato l’obiettivo sui francesi, percorrendo con piacere sempre rinnovato le strade della capitale o il Sud del paese. Fotografo della casualità felice, Ronis coglie con gioia gli «istanti di vita ordinaria» di chi gli è vicino, come la moglie Anne-Marie o il figlio Vincent, ma anche sconosciuti incrociati all’angolo di una stradina nel quartiere di Belleville.
Attraverso le sue immagini, Ronis sviluppa una sorta di micro-racconti costruiti par- tendo dai personaggi e dalle situazioni tratte dalla strada e dalla vita di tutti i giorni, che lo portano a estasiarsi davanti alla realtà e a osservare la fraternità dei popoli. Uomo impegnato, illustra le battaglie del suo tempo, cogliendo i movimenti sociali delle fabbriche o il ritorno dei prigionieri di guerra nel 1945. Le sue immagini dei bisognosi della società, dei picchetti di scioperanti e dei sindacalisti militanti, senza insistere sugli aspetti più miserevoli, sono frutto di una reale solidarietà con la lotta operaia e di un impegno attivo presso gli esclusi.

Willy Ronis, Fondamenta Nuove, Venezia, 1959
Willy Ronis, Fondamenta Nuove, Venezia, 1959

La sua sensibilità nei confronti delle lotte quotidiane per la sopravvivenza in un contesto professionale, familiare e sociale precario, rivela che le sue convinzioni politiche, militante comunista, lo conducevano a un impegno attivo, attraverso la produzione e la circolazione di immagini della condizione e delle lotte operaie. Sebbene la maggior parte delle sue immagini più riprodotte siano state scattate in Francia, sin dalla sua giovinezza Ronis non ha smesso di viaggiare e fotografare altri luoghi. Il suo stile resta intimamente legato al suo vissuto e al suo modo di intendere la fotografia. Non esitava, infatti, a rievocare la sua vita e il suo contesto politico e ideologico. I suoi scatti e i suoi testi raccontano un artista desideroso prima di tutto di esplorare il mondo, spiandolo in segreto, aspettando pazientemente che esso gli sveli i suoi misteri. Ai suoi occhi è più importante ricevere le immagini che andarle a cercare, assorbire il mondo esteriore piuttosto che coglierlo e, da qui, costruire la sua storia.

Fino al 6 Gennaio 2019. Orario 10.00 - 19.00 (chiuso martedì).

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